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Debutto nazionale per “C’era una volta la Cavalleria rusticana” di Gianni Abbate

Il Teatro Null, Officina culturale della Regione Lazio I porti della Teverina, presenta in prima assoluta il nuovo spettacolo di Gianni Abbate “C’era una volta la Cavalleria rusticana”. Si potrebbe definire il sequel della Cavalleria rusticana di Verga/Mascagni. Come potrebbe proseguire la narrazione della “Cavalleria rusticana” se nel finale Turiddu non fosse più accoltellato da Alfio? E quindi: se Turiddu, tornato a Vizzini, trova il suo grande amore Lola che sta per sposare Alfio e invece di affrontarlo in un duello mortale, in cui si sente fuori scena il celebre urlo ‘Hanno ammazzato compare Turiddu!’, fosse fuggito via da Vizzini per non vederla fra le braccia di un altro? Se la vicenda, inoltre, si svolgesse ben trent’anni dopo che Turiddu è partito, e quindi tutti i personaggi sono oramai di una certa età? E ancora, che cosa può accadere se la storia non è più ambientata a fine ‘800, ma negli anni ’70, post ‘68, gli anni della rivoluzione studentesca e dell’emancipazione femminile, di cui ricorre proprio quest’anno il 50° anniversario? A queste domande ha risposto l’autore scrivendo la sua “C’era una volta la Cavalleria rusticana”.  “La mia Cavalleria” – ci dice Gianni Abbate – “Oltre a essere partita da queste premesse, mette a fuoco personaggi, che soffocando passioni e sentimenti, hanno portato avanti una vita arida e infelice. Perché una vita senza passioni e sentimenti forti è una non vita. Ed è quindi evidente che un sentimento intenso come l’amore, non si reprimere se non a caro prezzo. Lo spettacolo ci mostra che cosa può accadere quando la paura del cambiamento ci porta a fare scelte sbagliate o addirittura al completo immobilismo. I quattro personaggi sono bloccati nell’incapacità a prendere una decisione, che, sebbene forte, potrebbe rivelarsi risolutiva, trascinando così un’esistenza tormentata, priva di una vera vita. Nella mia storia, comunque, un riscatto finale ci sarà. La trama non l’anticipo, posso solo dire che si gioca molto anche sul metateatro, cioè l’uscire ed entrare dal personaggio. E poi ci sono molti spunti ironici e divertenti, perché la vita non è solo un dramma o solo una commedia, ma è fatta di una strana alchimia di pianto e riso, in questo il grande Eduardo mi ha insegnato tanto”.  A questo punto non resta che andare a vedere lo spettacolo per scoprirne l’intrigante storia! In scena con Gianni Abbate, Ennio Cuccuini, Daniela Maioletti e Simone Precoma. Le musiche dal vivo sono della Cavalleria originale di Mascagni eseguite da Luca Seccafieno e Marco Servi, consulenza costumi Tiziana Barbaranelli, la regia è di Gianni Abbate. Anteprima a Sipicciano, Palazzo Baronale venerdì 13 aprile ore 21,00, prima assoluta sabato 14 al Teatro comunale di Gradoli ore 21,00 e replica domenica 15 ore 18,00 al Piccolo teatro Cavour di Bolsena. Ingresso € 7,00 intero e € 5,00 ridotto. Info: 3471103270 – www.iportidellateverina.it
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